Film e successi di Mario Martone: da Venezia a Cannes

Maggio 5, 2017 Off Di Admin

Spesso anche i grandi registi internazionali finiscono tra le quote dei bookmakers online (https://librabet.it.com/), segno dell’attenzione crescente verso il mondo del cinema d’autore. Tra questi c’è sicuramente Mario Martone, considerato da Il Post come il regista italiano più desiderato nei grandi festival cinematografici internazionali. Ma Martone non è solo regista: è anche sceneggiatore e autore teatrale, figura chiave della cultura italiana contemporanea.

Nato a Napoli il 20 novembre 1959, inizia la sua carriera sul palcoscenico teatrale, un ambito che resta centrale nel suo percorso. Nel 1976, poco più che ventenne, muove i primi passi nella scena teatrale. L’anno successivo lavora con un gruppo sperimentale formato da giovani attori e autori, tra cui Andrea Renzi, con cui porta in scena Nobili di Rosa, L’incrinatura e Avventure al di là di Thule. Il debutto nel cinema avviene nel 1980 con un cortometraggio realizzato come spot per il Banco di Napoli, seguito da Foresta Nera.

Il successo arriva nel 1992 con Morte di un matematico napoletano, dedicato alla figura di Renato Caccioppoli. Il film partecipa alla Mostra di Venezia e ottiene il Gran Premio della Giuria. Da allora Martone ha costruito una carriera solida, sperimentando linguaggi e generi diversi tra cinema e teatro.

Fuori, l’ultimo film

È passato molto tempo dall’inizio delle riprese di Fuori, il nuovo film di Mario Martone. Otto settimane di duro lavoro a Roma, una pellicola realizzata da Mario Martone insieme a Ippolita Di Majo. Una storia che si ispira al libro autobiografico L’Università di Rebibbia di Goliarda Sapienza. La protagonista viene interpretata da Valeria Golino nel ruolo della scrittrice. Accanto a lei, altri due importanti attrici o star: Matilda De Angelis ed Elodie. Quest’ultima, sempre più presente nel mondo del cinema, affronta un ruolo che potrebbe rivelarsi decisivo per la sua carriera artistica.

Il film è una coproduzione italo-francese firmata da Indigo Film, Rai Cinema, The Apartment e Srab Films, con la collaborazione di Fremantle, e sarà distribuito in Italia da 01 Distribution. A curare la fotografia è Paolo Carnera, mentre il montaggio è affidato a Jacopo Quadri. Le scenografie sono di Carmine Guarino, i costumi di Loredana Buscemi. Ambientato nell’estate del 1980, Fuori racconta l’esperienza carceraria di Goliarda Sapienza e il legame profondo che nasce tra lei e alcune giovani detenute, in un percorso di rinascita personale. Dopo il carcere, la vita “fuori” si carica di nuove sfide e di un’amicizia autentica che sfida ogni convenzione.

Morte di un matematico napoletano

Adesso parliamo del suo lavoro di esordio, quello memorabile che fa ancora parlare di Martone: parla del matematico Renato Caccioppoli, figura affascinante e tormentata della Napoli del dopoguerra. Geniale e anticonformista, Caccioppoli fu un pioniere dell’analisi matematica in Italia, capace di influenzare intere generazioni di studiosi. Nipote del rivoluzionario Michail Bakunin, unì rigore scientifico e spirito libertario, opponendosi apertamente al fascismo con atti simbolici e coraggiosi. Ma fu anche un uomo fragile, travolto da contraddizioni, solitudine e disincanto.

In Morte di un matematico napoletano (1992), Mario Martone sceglie proprio la figura di Caccioppoli per il suo esordio alla regia, costruendo un film intenso, privo di retorica, che racconta con pudore e precisione l’ultima settimana di vita del professore. Interpretato da un magnetico Carlo Cecchi, il film si muove in una Napoli rarefatta e livida, fotografata magistralmente da Luca Bigazzi. Il protagonista, segnato dall’alcolismo, dal fallimento affettivo e dall’emarginazione politica, vaga per la città in un crescendo drammatico che lo condurrà al suicidio. Martone racconta la parabola di Caccioppoli come un atto estremo di libertà, un grido contro l’omologazione. Con questo film, l’autore impone una poetica visiva e civile, che farà scuola nel cinema italiano degli anni ’90.

Teatro, musica lirica e televisione

A tutto ciò che abbiamo raccontato aggiungiamo la sua esperienza teatrale a 360 gradi più la produzione televisiva, che completa il profilo di Mario Martone come artista totale. Fin dai primi anni Ottanta, Martone ha intrecciato ricerca scenica e sperimentazione visiva in spettacoli e videoteatro che hanno segnato l’evoluzione del linguaggio performativo italiano, come Tango glaciale e Il desiderio preso per la coda. La sua regia teatrale si è distinta per l’attenzione ai classici, affrontati con uno sguardo personale e spesso politico: da I Persiani di Eschilo al Riccardo II shakespeariano, fino a Edipo Re e Falstaff. Parallelamente, la passione per la musica lirica lo ha portato sui palcoscenici più prestigiosi d’Italia – dal Teatro San Carlo alla Scala – con letture registiche potenti di Otello, La Bohème e Fedora. In televisione e nei documentari ha raccontato Napoli, l’arte e la memoria con la stessa intensità poetica del cinema. Questo intreccio di linguaggi e visioni ha fatto di Martone un ambasciatore della cultura italiana contemporanea, capace di spaziare tra forme espressive diverse mantenendo una coerenza stilistica profonda. Ti va di leggere il nostro articolo dedicato al genere horror?