SARRI SENZA FILTRI: “TORNARE ALLA LAZIO SCELTA DI CUORE, NON FURBA”
Giugno 15, 2025Il tecnico toscano si confessa al Clinic di Castiglione della Pescaia: da Gattuso CT al Var, tutte le sue verità
Maurizio Sarri è tornato e ne ha per tutti. Il tecnico toscano, due settimane dopo la firma al contratto che lo lega nuovamente alla Lazio, è tornato a parlare. E, come è nel suo stile, è stato un fiume in piena. L’occasione gliel’ha data il Clinic che porta il suo nome (corso dedicato ad addetti ai lavori ed aspiranti allenatori) che si è svolto ieri e oggi a Castiglione della Pescaia.
IL RITORNO ALLA LAZIO
Il Comandante ha innanzitutto spiegato i motivi che lo hanno spinto a riprendere la guida della Lazio: “Sono di nuovo a casa, è stata una scelta di cuore, non certo furba. Sono voluto tornare dove mi sono trovato molto bene e dove ho ricevuto tanto affetto”.
Le incognite non mancano: “Parlerò di mercato con il d.s. Fabiani nei prossimi giorni, lui mi proporrà dei nomi, io gli farò i miei”, ma c’è la volontà di riprendere un cammino felice: “L’obiettivo è tornare in Europa, ma non sarà facile perché le pretendenti sono tante e dal prossimo anno tra queste ci sarà pure il Como”.
RIVALITÀ CAPITOLINA E STIMA PER GASPERINI
Tra gli obiettivi c’è anche quello di rivincere un derby (da quando è andato via lui la Lazio non ne ha più vinti). “Quella non è una partita, è una sfida tra popoli, uno di quei match che ti svuota l’anima”. Di fronte avrà Gasperini: “Lo stimo perché ha creato un modello di calcio. Sarà una bella sfida”.
GATTUSO CT E PROBLEMI DELLA NAZIONALE
Ma non c’è solo la Lazio nei pensieri del Comandante. Sarri ha detto la sua anche sulla decisione di affidare a Gattuso la guida della Nazionale: “È una scelta giusta, ma a un patto: che Gattuso faccia il Gattuso, senza scendere a compromessi”.
E sulla Nazionale: “Si è creata una disconnessione tra il nostro movimento calcistico e la squadra azzurra. I giocatori sentono poco l’attaccamento alla maglia? Ma il problema è sempre lo stesso: si gioca troppo”.
RETROSCENA E GIUDIZI
Poi Sarri ha rivelato: “Con la Fiorentina ho avuto qualche contatto, ma molto blando e in ogni caso dopo che avevo già firmato per la Lazio”. Sul Napoli che ha rivinto lo scudetto: “È un club che continua a crescere. Ai miei tempi non c’era ancora la possibilità di arrivare a prendere certi giocatori, adesso sì e si sono poste le base per un ciclo vincente”.
L’oscar europeo della stagione va però a un’altra squadra: “Il Psg ha dato una lezione al mondo, giocando su livelli pazzeschi dopo aver mandato via grandi campioni”.
Infine, sul Var: “Ce n’è uno europeo e uno italiano. Da noi lo si usa troppo e per casi per i quali non andrebbe utilizzato. Si arriva a 4-5 chiamate a partita. In Premier ce n’è una ogni 5 partite”.
LA NUOVA AVVENTURA
L’intervento di Sarri è stato seguito con grande attenzione dai presenti, molti dei quali tecnici emergenti desiderosi di carpire i segreti tattici del Comandante. Tra i temi trattati anche la gestione del gruppo: “In uno spogliatoio servono regole chiare e coerenza, gli atleti percepiscono subito quando non sei autentico. Non puoi adattare i principi all’umore del momento”.
Le sfide che attendono Sarri sulla panchina biancoceleste non saranno semplici. Ripartire dagli elementi di qualità presenti in rosa e integrare nuovi profili congeniali al suo gioco. “Preferisco un giocatore meno talentuoso ma che comprenda cosa chiedo, piuttosto che un fuoriclasse che va per conto suo. Il calcio è uno sport di squadra e l’armonia tattica viene prima dei singoli”.
Le possibilità di successo della Lazio di Sarri e le analisi sulle sue scelte tattiche vengono approfondite sul portale https://www.spinaro.it.com/ dove esperti di tattica e statistiche offrono approfondimenti settimanali sulle squadre di Serie A e sulle loro evoluzioni durante la stagione.
L’influenza di Sarri sul calcio italiano è indiscutibile, tanto che diversi suoi ex collaboratori oggi guidano squadre di Serie A e B. “La cosa di cui vado più fiero non sono i trofei, ma vedere che chi ha lavorato con me ha fatto strada. Significa che qualcosa di buono ho seminato”.
La Lazio ripartirà dunque dal suo 4-3-3, con l’obiettivo di tornare quanto prima in Europa e, perché no, infastidire le big. Dopo l’esperienza alla Juventus e al Chelsea, Sarri ha scelto di tornare dove il suo cuore batteva più forte: “A volte per crescere devi tornare all’essenziale, alle radici. E Roma, sponda biancoceleste, è diventata casa mia”.