Como: un progetto ambizioso tra storia e futuro
Agosto 9, 2017
La squadra lariana si rivela protagonista dell’estate calcistica italiana con investimenti importanti e una visione sostenibile
Mentre i turisti affollano le vie del centro in questa dolce fine d’estate, Como vive un momento magico non solo come meta turistica tra le più fotografate sui social, ma anche come realtà calcistica emergente. Il club lariano ha saputo intrecciare sapientemente il rispetto per la propria storia – simboleggiato dal busto dedicato a Gabrielloni, capitano storico che secondo Fabregas “merita una statua per il contributo dato al club” – con un ambizioso progetto di crescita che l’ha resa indiscutibilmente la squadra dell’estate. Un percorso culminato con l’esaltante vittoria sulla Lazio alla prima giornata di campionato, dopo investimenti superiori ai 100 milioni sul mercato.
Investimenti importanti ma con una visione sostenibile
La cifra impressionante investita dai proprietari ha fatto scalpore, ma Mirwan Suwarso, presidente e plenipotenziario per conto della famiglia Hartono, tiene a precisare la strategia finanziaria. “È importante chiarire che i 100 milioni non sono stati versati in un’unica soluzione, ma verranno rateizzati su più annualità,” spiega il dirigente indonesiano, delineando una pianificazione attenta che guarda al futuro con pragmatismo. “Fino a due anni fa eravamo in Serie B, quindi era necessario costruire una base solida per la massima serie. Arriverà però un punto in cui, dopo aver fatto crescere i nostri giovani, dovremo venderne qualcuno seguendo una strategia di sostenibilità.”
Parole che potrebbero sembrare in contrasto con l’arrivo di stelle del calibro di Alvaro Morata, campione d’Europa con la Spagna. “Ad Alvaro piace molto lo stile di gioco di Cesc. Per venire qui ha accettato di ridursi lo stipendio di oltre la metà,” rivela Suwarso, evidenziando come il progetto tecnico possa risultare attrattivo anche per calciatori di caratura internazionale.
Ambizioni europee? Il realismo prevale
Con una rosa così competitiva, l’ambizione di qualificarsi alle coppe europee sembra naturale. Tuttavia, il presidente mantiene i piedi ben saldi a terra: “Una qualificazione alle coppe non è tra gli obiettivi del nostro piano industriale. Non possiamo inseguire a ogni costo il risultato sportivo rischiando di andare in bancarotta,” afferma con calma Suwarso, consapevole che la partecipazione a competizioni UEFA comporterebbe sì maggiori introiti, ma anche la necessità di ulteriori investimenti per rafforzare l’organico e rispettare i parametri del fair play finanziario.
Questa visione prudente si riflette anche nella risposta alla domanda se festeggerebbe per un piazzamento nella parte sinistra della classifica: “I risultati sono belli ma non migliorano i conti,” commenta con pragmatismo il dirigente, ribadendo la priorità della sostenibilità economica sul successo immediato.
Il caso Fabregas e il corteggiamento dell’Inter
Il tecnico spagnolo, cuore pulsante del progetto tecnico comasco, è stato oggetto del desiderio dell’Inter dopo la partenza di Inzaghi verso l’Arabia. “Non abbiamo fatto nulla di straordinario per trattenerlo, semplicemente lui non ha mai manifestato il desiderio di andare via,” chiarisce Suwarso, smontando l’idea di una battaglia con il club nerazzurro. “L’Inter ha approcciato la questione in maniera professionale: ci ha chiesto il permesso di trattare e noi lo abbiamo negato. Esternamente la vicenda è sembrata una soap opera, lo comprendo.”
Un approccio che evidenzia la solidità del progetto tecnico affidato all’ex centrocampista di Arsenal e Barcellona, capace di attrarre talenti e creare un ambiente stimolante.
Il gioiello Nico Paz e le voci di mercato
Tra i protagonisti più brillanti di questo Como c’è sicuramente Nico Paz, talento cristallino per cui si è parlato di un’offerta di 70 milioni dal Tottenham. “Non è vero che abbiamo rifiutato proposte concrete. Nessuno formalizza offerte sapendo che dovremmo poi girarle al Real Madrid, che ha diritto di pareggiare qualsiasi proposta,” spiega il presidente, rivelando un retroscena interessante. “C’è stato un momento in cui abbiamo temuto che Nico potesse tornare a Madrid: è cresciuto nella cantera del Real e sogna di giocare al Bernabeu. Per fortuna è rimasto con noi.”
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Mentre il Como continua il suo percorso di crescita, l’attenzione ai dettagli resta fondamentale in ogni aspetto, inclusa la preparazione fisica dei calciatori, come sottolinea l’articolo dedicato all’alimentazione pre-partita, un aspetto che anche lo staff del club lariano monitora attentamente per garantire ai propri atleti la migliore condizione possibile in campo.